Forget the future: intelligent transformation is already at work
 

Dimentica il futuro: la trasformazione intelligente è già in atto

È arrivata la trasformazione intelligente e sta rendendo obsoleta quella digitale. Tuttavia, se anche tu sei parte della trasformazione digitale (chi non lo è?), allora ti domanderai dove finisce l’aspetto digitale e dove inizia quello intelligente.

 

Sylvain Ansart, Technical Architect presso Lenovo, non ha la sfera di cristallo ma ha da offrirci alcune soluzioni pratiche e, oseremmo dire, intelligenti, per prendere il controllo di un futuro ancora sconosciuto.

Sempre più articoli trattano la necessità di pensare oltre la trasformazione digitale e concentrarsi sui risultati. Ma sono piuttosto sicuro che tu sia già oltre questa fase.

I clienti con cui parlo desiderano sempre stabilire obiettivi chiari per i loro programmi di trasformazione e hanno una visione approfondita dei prossimi passi. I risultati sono da sempre il fattore del cambiamento.

Per me (e immagino per te) il vero problema è il seguente: in che modo il futuro influenzerà i risultati che ti stai preparando a raggiungere?

L’unica previsione affidabile sul futuro è che non si realizzerà quel che credi. Una volta che accetti questo aspetto, avrai le basi per pianificare, innovare e, in sostanza, per prepararti a ciò che verrà.

Diamo uno sguardo a due dei maggiori fattori di quella che oggi chiamiamo trasformazione intelligente. I siti web del nostro settore sono intrisi di discorsi sull’intelligenza artificiale (IA) e sull’Internet of things (IoT).

Ci dicono che la trasformazione è inevitabile perché queste tecnologie cambieranno il nostro mondo in modi che non possiamo nemmeno immaginare. Può darsi che sia vero, ma non è molto utile. Se non possiamo immaginare queste trasformazioni, come possiamo prepararci ad esse?

Vale la pena approfondire questi concetti. Così scopriamo che l’IA e l’IoT non rappresentano quelle idee futuristiche e inimmaginabili a cui spesso vengono paragonati.

Dopotutto, sto utilizzando proprio l’IA per scrivere. Microsoft Word sta prevedendo le mie prossime digitazioni con una certa precisione, sebbene l’inglese non sia la mia lingua madre. Tra qualche istante utilizzerò Excel per eseguire dei complessi calcoli costi/benefici per il progetto di trasformazione di un cliente.

Quindi, se parliamo di robot o di software che potenzieranno le capacità umane, parliamo di qualcosa che è già accaduto da tempo. Probabilmente miglioreremo l’interfaccia uomo-macchina, ma il concetto è già consolidato.

Il che illustra anche un altro punto essenziale relativo al futuro incerto che ci attende. Queste nuove e inimmaginabili tecnologie non andranno a sostituire inevitabilmente gli esseri umani. Prenderanno invece il nostro posto nelle attività meno gratificanti e pericolose, creando nuove tipologie di lavoro che ci manterranno occupati in modo appagante e redditizio.

Non voglio sembrare compiaciuto di questo. È vero che il ritmo del cambiamento crea sempre un ritardo tra l’impatto della tecnologia e la riqualificazione dei lavoratori ai fini dello svolgimento dei diversi tipi di lavoro.

Ma la storia economica e soprattutto demografica ci insegna che il ritardo probabilmente sarà proporzionale alla velocità del cambiamento. Una volta doveva passare una generazione prima che si affermassero nuove modalità di lavoro, ma il cambiamento avveniva a quel ritmo. Oggi la velocità del cambiamento è notevole. E le nuove generazioni sono più flessibili in termini di aspettative e volontà di sperimentare nuove cose.

Persino i più anziani tra noi possono guardare al passato e rendersi conto di come abbiamo continuato ad adattarci, imparando nuove tecnologie o nuovi concetti. Dunque, anche se il ritmo accelera sempre, non è impossibile rimanere al passo.

È per questo che i nostri clienti non aspettano di vedere cosa gli riserva il futuro. Stanno lavorando insieme a noi per inventare adesso questo futuro, attuando quei sistemi che si adatteranno e cresceranno in linea con l’impatto degli sviluppi futuri.

Ne è un esempio il rivenditore che utilizza le videocamere e l’edge computing per registrare i movimenti e rilevare i dati nei magazzini. Le videocamere inviano un avviso quando un lavoratore colloca un elemento sul pallet sbagliato e possono anche rilevare quando vengono utilizzati percorsi poco efficienti all’interno del magazzino.

Nessuno deve vedere il filmato, le videocamere sono utilizzate in modo efficace come sensori IoT e generano rapporti che possono consentire l’esecuzione di modifiche al sistema di rilevazione. La vita diventa più facile per i lavoratori, perché la produttività e l’efficienza possono essere trasformate.

Ecco di nuovo quella parola: trasformazione. Ma si tratta di una trasformazione con immediata rilevanza locale, che invia un’intelligenza in tempo reale alle persone che la applicano sul posto. Questo è il tipo di futuro che possiamo creare per noi stessi, con fiducia.

Sono sicuro che questo non sarà l’ultimo blog dove leggerai la parola “trasformazione” nel titolo e probabilmente non sarà l’ultimo che scriverò. Ma il fatto che la trasformazione intelligente sia oggi un concetto tanto discusso, mi rende certo che seguiranno altre conversazioni sul cambiamento mirato e i suoi risultati tangibili e duraturi.